LIBERTA’ DI PAROLA ?

Che ognuna/o abbia diritto di esprimere le proprie opinioni è un dato acquisito per tutti i paesi democratici.

O almeno così sembra.

Ma forse non è sempre vero.

 

1) Sono di questi giorni i veti (più o meno mascherati da una generica necessità di non turbare l’ordine pubblico) posti da amministrazioni tedesche ed olandesi ad esponenti del governo turco relativamente al loro desiderio di fare propaganda elettorale in quei paesi a favore del si al referendum indetto da Erdogan sulla riforma della Costituzione turca.

E’ vero che le posizioni di Erdogan (e non solo sul referendum) sono da condannare, così come è vero che Erdogan non garantisce certo nel suo paese la possibilità di fare propaganda politica (a meno che non sia a suo favore).

Sembrerebbe dunque che i veti di cui sopra abbiano buone ragioni.

Ma mettersi sullo stesso piano di Erdogan non significa forse rinunciare a dare piena attuazione al diritto di chiunque di esprimere la propria opinione ?

 

2) L’altro giorno il sindaco di Napoli ha chiesto di non consentire al leader della Lega di fare una manifestazione elettorale alla Fiera di Oltremare.

Tralasciando di entrare nel merito di quello che è successo (Fuorigrotta messa a ferro e fuoco), anche in questo caso non siamo forse di fronte al voler negare il diritto di esprimere la propria opinione (sia pure in una città che lo stesso Salvini ha spesso verbalmente maltrattato) ?

 

Ma c’è l’altra faccia della questione: accettato che ognuna/o abbia diritto di esprimere le proprie opinioni, tale diritto non dovrebbe avere un limite ?

Ovviamente sì, e infatti la legge punisce chi calunnia, insulta, diffonde notizie false e tendenziose, ecc.

Solo che ormai il mondo web ha praticamente “liberalizzato” ogni possibile opinione (basti pensare ai blog e ai relativi commenti), lasciando campo libero anche a chi vuole insultare, raccontare falsità, ecc.

Fermo restando che ogni persona di buon senso dovrebbe evitare di lasciarsi trascinare da chi opera male (e magari provare, nel proprio piccolo, a richiamare sia il diritto di esprimere le proprie opinioni sia quello di non superare i limiti), non resta che consolarsi col fatto che le guerre di parole sono comunque meno tragiche delle guerre con le armi.

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