Società, Politica ed Economia

In questa sezione del sito sono contenute notizie, commenti, riflessioni, divagazioni, sulla situazione sociale, politica ed economica, sia nazionale che globale.

Tra le linee interpretative di fondo che più si adattano all’attuale situazione, mi sembra giusto evidenziare le seguenti:

  • siamo nella fase di decadenza della cultura occidentale e probabilmente il futuro sarà sempre più nelle mani dei paesi emergenti, quali i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)
  • l’ormai smisurato potere delle multinazionali economico/finanziarie che riesce a piegare ai propri interessi interi stati richiede una ridefinizione delle forme della politica
  • la crisi economica-finanziaria evidenza l’incapacità dell’economia classica (e degli economisti) di garantire uno sviluppo equo e sostenibile: di qui la necessità di un nuovo progetto per un’economia diversa
 
Articoli
 

COSA È SUCCESSO AL PROCURATORE ZUCCARO ?

Carmelo Zuccaro, Procuratore Capo della Repubblica di Catania, considerato una persona riservata, dopo l’audizione al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen (nella quale aveva semplicemente illustrato i dati sulla base dei quali era stato deciso di aprire un’indagine sui rapporti tra ONG e trafficanti di migranti) negli ultimi giorni si è invece lasciato andare … (continua)

BREXIT, IMMIGRATI E MAGNA CHARTA

BREXIT, IMMIGRATI E MAGNA CHARTA

 

Uno degli aspetti più sottolineati per quanto riguarda l’uscita del Regno Unito dalla Unione Europea è quello relativo al futuro dei cittadini residenti con cittadinanza diversa da quella del Regno Unito, in particolare di quelli provenienti dai paesi della stessa Unione.

Ma il problema è anche più vasto: riguarda la possibilità di una legislazione, in materia di immigrazione, a maglie sempre più strette, con la motivazione che è necessario garantire la sicurezza del Regno Unito.

Il problema dell’immigrazione o, volendolo prendere in considerazione da un punto di vista più generale, della libera circolazione delle persone in tutto il mondo, è estremamente complesso e certo di non facile soluzione.

Tuttavia non si può non notare con rammarico (e anche un po’ di stupore) l’accentuarsi di posizioni anti-stranieri in un paese che ha già 8 milioni di immigrati e che soprattutto è stato la culla della democrazia.

 

Basti ricordare la Magna Charta Libertatum, l’accordo tra il re Giovanni d’Inghilterra e i nobili inglesi del 15 giugno 1215.

In essa è contenuto il seguente testo:

42. Liceat unicuique de cetero exire de regno nostro, et redire, salvo et secure, per terram et per aquam, salva fide nostra, nisi tempore guerre per aliquod breve tempus, propter communem utilitatem regni, exceptis imprisonatis et utlagatis secundum legem regni, et gente de terra contra nos guerrina, et mercatoribus, de quibus fiat sicut predictum est.

Cioè:

42. Sia quindi consentito a chiunque, in vista di una comune utilità del regno, il poter uscire dal nostro regno e rientrarvi, salvo e sicuro, per terra e per acqua, fatta salva la fedeltà a noi dovuta, tranne che in tempo di guerra per un breve periodo e con l’esclusione delle persone imprigionate o bandite secondo le leggi del regno e delle genti e dei mercanti di un paese in guerra contro di noi

 

 

 

ROTTAMATORE DEL ROTTAMATORE

La nostra Costituzione, come molte altre, prevede l’esistenza di tre poteri: il legislativo (il parlamento), l’esecutivo (il governo) e il giudiziario (la magistratura).

E giustamente prevede, all’articolo 104, che la magistratura costituisca un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

 

Ma, anche se non è scritto esplicitamente, dovrebbe ragionevolmente presumersi che anche il potere legislativo e quello esecutivo siano indipendenti dal potere giudiziario. O no ?

 

Questa premessa mi è venuta spontanea leggendo su “Il Fatto Quotidiano” un anticipo del libro “Giustizialisti: così la politica lega le mani alla magistratura” di Sebastiano Ardita (procuratore aggiunto presso il Tribunale di Messina) e di Piercamillo Davigo (presidente, fino all’8 aprile 2017, dell’Associazione Nazionale Magistrati).

 

Non ho letto il libro e non ho intenzione di leggerlo: quindi non posso certo dare un giudizio complessivo.

Però l’estratto pubblicato dal quotidiano mi dà da pensare.

 

Questo è l’inizio del testo pubblicato:

 

La riforma della custodia cautelare è stato uno dei cavalli di battaglia dell’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, che a ottobre del 2016, alla vigilia del meeting della Leopolda, per indicare la necessità di un intervento legislativo, aveva citato il caso del fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, rimasto un anno in custodia cautelare e poi assolto. Il tema era stato trattato dall’ex Rottamatore discutendo della necessità di una riforma complessiva della giustizia, che prevedesse anche una più ampia responsabilità civile dei magistrati. Riforma poi puntualmente varata.

Come si può notare, dunque, questi strumenti delicatissimi dai quali passa l’effettività del sistema di prevenzione penale, spesso vengono riformati non pensando al cittadino comune, ma alle esigenze dei cosiddetti colletti bianchi, ovvero dei soggetti che sono posti in condizione di influenza e di potere politico-economico-istituzionale.

 

Allora:

1) trovo poco elegante da parte di magistrati appellare l’ex Presidente del Consiglio come “ex Rottamatore”

2) trovo inquietante che, a fronte del caso citato (il fondatore di Fastweb rimasto un anno in custodia cautelare e poi assolto), si concluda che la previsione di una più ampia responsabilità civile dei magistrati valga solo per favorire i colletti bianchi e non per i cittadini comuni (dunque, poiché una norma, la responsabilità civile dei magistrati, può andare a favore di un “potere forte” allora non va bene ?)

3) Piercamillo Davigo, nel suo anno di presidenza dell’Associazione Nazionale Magistrati, per giustificare la sua avversione al governo e al parlamento, ha in continuazione fatto riferimento, come prova del malanimo di governo e parlamento verso la magistratura, alla riduzione delle lunghe ferie per la sua categoria (arrivando a sostenere che le ferie servono ai magistrati per smaltire il lavoro arretrato).

 

Il tutto in fondo non mi meraviglia.

 

Anche i magistrati sono italiani, con tutte le caratteristiche medie della popolazione italiana.

E quindi ci sono magistrati competenti, capaci ed onesti, ma anche magistrati incompetenti, incapaci e disonesti.

 

Decidete voi dove collocare l’ormai ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Piercamillo Davigo (che forse, forte degli entusiastici consensi degli antirenziani, può aspirare al titolo di “rottamatore del rottamatore”).

LE “TRUMPATE” DI DONALD TRUMP : DAL MALE IL BENE ?

1. Premessa

 Alla fine del ‘700, ne “La storia della mia vita”, Giacomo Casanova affermava:

Il bene nasce dal male” (aggiungendo peraltro “come il male dal bene”)

 Questa frase mi è venuta in mente quando ho letto dell’ultima trovata di Donald Trump, quella relativa alla proibizione di portare, come bagaglio a mano, a bordo degli aerei che partono da alcuni aeroporti di paesi musulmani, tablet, PC, stampanti, macchine fotografiche, ecc.

 E cerco di spiegare il perché, non senza però aver prima commentato questa trovata e alcune azioni conseguenti.

 

 2. Ma perché ?

 La ragione di questa “trumpata” sembra essere in alcune informazioni raccolte dalla “intelligence” statunitense relative al sospetto che i jiadisti stiano studiando la possibilità di introdurre meccanismi esplosivi in apparecchiature elettroniche.

Ma, attenzione, questa restrizione non si applica ai cellulari !

E allora perché consentire che tablet, PC, ecc. (con la possibilità che siano esplosivi) siano comunque trasportati nella stiva, dove possono essere attivati magari con il cellulare che il fantomatico terrorista ha potuto portare e può usare in cabina ?

E perché mai un fantomatico terrorista con PC esplosivo si dovrebbe far scoraggiare ?

Gli basta imbarcarsi in un altro aeroporto.

 

 

3. A meno che …

 A meno che questo divieto non sia reso universale.

E già ci sono i primi segnali, dal Regno Unito al Canada.

Ma universale sul serio, nel senso che nessuno, in ogni parte del mondo, potrà salire su un aereo con tablet, PC, ecc, contenuti nel proprio bagaglio a mano.

E magari estendendo, per sicurezza, il divieto anche ai cellulari.

 

4. Ed ecco il bene

 Che meraviglia !

Sugli aerei non si potrà più compulsare freneticamente i propri aggeggi elettronici e, per ore, non si sarà in grado di comunicare con email, Whatsapp, Facebook, Skype, Twitter, ecc., ecc. (insomma: niente Internet !)

E si scoprirà il piacere di leggersi un buon libro o, semplicemente, di passare il tempo a pensare.

 Anzi voglio andare oltre.

Propongo di estendere questo divieto generale a tutti i mezzi di trasporto pubblici (e finalmente potrò fare un viaggio in treno senza essere reso edotto di almeno una decina di problemi più o meno privati che affliggono almeno una decina di viaggiatrici/ori della mia stessa carrozza).

PIETÀ L'È MORTA

Forse è un po’ sacrilego usare il titolo del canto della Resistenza scritto da Nuto Revelli per commentare l’attuale situazione.

Però descrive bene quello che succede sul web (e non solo).

L’ultimo fatto:

Commentando l’atroce morte di Emanuele Morganti, picchiato e ucciso ad Alatri per un banale dissidio, c’è chi posta commenti come questo:

Beh, sembrerò cinica, ma quando muore un cacciatore, ossia uno che non ha il minimo rispetto per la vita, non provo nessuna pietà! Anzi... penso "uno di meno!"... E non conta niente se c'ha 20 anni e se gli hanno fatto la pelle!!!

 

Ma ancora di più preoccupano i sempre più frequentemente denunciati atti di bullismo, di violenze per futili motivi, specialmente su ragazze/i con problemi, e l’apparente incoscienza delle/gli esecutrici/ori rispetto a quanto stanno facendo e provocando.

 

Non dimenticherò mai un episodio di qualche anno fa: alcuni ragazzini uccidono una ragazzina e la gettano in un pozzo; vengono scoperti e portati in caserma; confessano … e uno di loro, dopo aver confessato, chiede: “adesso posso andare a casa ?”

 

Sì, certo, la responsabilità della politica, della società, della scuola, ma … le responsabilità delle famiglie (la famiglia: un “pilastro” della società; guai a metterla in discussione !)  ?

 

Per fare un qualunque mestiere, per esercitare una qualunque professione, per svolgere un qualunque lavoro, si richiede formazione ed esperienza.

Per fare le/i maestre/i, le/gli insegnanti, si richiedono titoli di studio, superamento di esami ed aggiornamento.

 

E per fare le/i genitrici/ori ?

Viene quasi voglia di dar ragione a Platone quando sosteneva che i ragazzi (adesso diremmo le/i ragazze/i) dovevano essere sottratti alla famiglia e affidati allo stato.

Ma, senza arrivare a questo, forse si può fare una riflessione sulla scuola (che, al di là delle famiglie) è comunque un elemento essenziale nel formare la coscienza.

C’è chi, con buone ragioni, sostiene che dovrebbe essere reintrodotta l’educazione civica.

E sarebbe indubbiamente un passo più che utile, specialmente se impregnato di riferimenti alla realtà.

 

Ma c’è anche un’altra possibilità: quella di responsabilizzare con maggior forza le famiglie, le/i genitrici/ori delle/dei ragazze/i che “si comportano male”.

E come ?

Facendo leva su ciò che adesso sembra essere il centro dell’attenzione: i soldi !

Le/i vostri figlie/i hanno compiuto atti di bullismo, hanno perseguitato qualcuna/o sul web, hanno violato le leggi ? Allora … dovete risarcire, pagare !

 

Se questa è la strada allora questa strada deve essere percorsa da tutte/i e per tutte/i, anche per le persone adulte.

Si insulta sul web ? Pagare !

Si insulta in TV ? Pagare !

Si compie un qualunque atto di violenza ? Pagare !

 

Mi verrebbe quasi da dire che l’azione civile (il risarcimento) dovrebbe precedere l’azione penale.

Del resto non è forse vero che la criminalità organizzata teme molto di più il sequestro delle proprietà che non il carcere ?

NOTIZIE CONTROCORRENTE

Tre notizie non sempre in linea con l’opinione comune:

- sulla Turchia

- sulla Brexit

- sull’uso delle virgole

... segue ...

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