Società, Politica ed Economia

In questa sezione del sito sono contenute notizie, commenti, riflessioni, divagazioni, sulla situazione sociale, politica ed economica, sia nazionale che globale.

Tra le linee interpretative di fondo che più si adattano all’attuale situazione, mi sembra giusto evidenziare le seguenti:

  • siamo nella fase di decadenza della cultura occidentale e probabilmente il futuro sarà sempre più nelle mani dei paesi emergenti, quali i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)
  • l’ormai smisurato potere delle multinazionali economico/finanziarie che riesce a piegare ai propri interessi interi stati richiede una ridefinizione delle forme della politica
  • la crisi economica-finanziaria evidenza l’incapacità dell’economia classica (e degli economisti) di garantire uno sviluppo equo e sostenibile: di qui la necessità di un nuovo progetto per un’economia diversa
 
Articoli
 

LE “TRUMPATE” DI DONALD TRUMP : DAL MALE IL BENE ?

1. Premessa

 Alla fine del ‘700, ne “La storia della mia vita”, Giacomo Casanova affermava:

Il bene nasce dal male” (aggiungendo peraltro “come il male dal bene”)

 Questa frase mi è venuta in mente quando ho letto dell’ultima trovata di Donald Trump, quella relativa alla proibizione di portare, come bagaglio a mano, a bordo degli aerei che partono da alcuni aeroporti di paesi musulmani, tablet, PC, stampanti, macchine fotografiche, ecc.

 E cerco di spiegare il perché, non senza però aver prima commentato questa trovata e alcune azioni conseguenti.

 

 2. Ma perché ?

 La ragione di questa “trumpata” sembra essere in alcune informazioni raccolte dalla “intelligence” statunitense relative al sospetto che i jiadisti stiano studiando la possibilità di introdurre meccanismi esplosivi in apparecchiature elettroniche.

Ma, attenzione, questa restrizione non si applica ai cellulari !

E allora perché consentire che tablet, PC, ecc. (con la possibilità che siano esplosivi) siano comunque trasportati nella stiva, dove possono essere attivati magari con il cellulare che il fantomatico terrorista ha potuto portare e può usare in cabina ?

E perché mai un fantomatico terrorista con PC esplosivo si dovrebbe far scoraggiare ?

Gli basta imbarcarsi in un altro aeroporto.

 

 

3. A meno che …

 A meno che questo divieto non sia reso universale.

E già ci sono i primi segnali, dal Regno Unito al Canada.

Ma universale sul serio, nel senso che nessuno, in ogni parte del mondo, potrà salire su un aereo con tablet, PC, ecc, contenuti nel proprio bagaglio a mano.

E magari estendendo, per sicurezza, il divieto anche ai cellulari.

 

4. Ed ecco il bene

 Che meraviglia !

Sugli aerei non si potrà più compulsare freneticamente i propri aggeggi elettronici e, per ore, non si sarà in grado di comunicare con email, Whatsapp, Facebook, Skype, Twitter, ecc., ecc. (insomma: niente Internet !)

E si scoprirà il piacere di leggersi un buon libro o, semplicemente, di passare il tempo a pensare.

 Anzi voglio andare oltre.

Propongo di estendere questo divieto generale a tutti i mezzi di trasporto pubblici (e finalmente potrò fare un viaggio in treno senza essere reso edotto di almeno una decina di problemi più o meno privati che affliggono almeno una decina di viaggiatrici/ori della mia stessa carrozza).

LIBERTA’ DI PAROLA ?

Che ognuna/o abbia diritto di esprimere le proprie opinioni è un dato acquisito per tutti i paesi democratici.

O almeno così sembra.

Ma forse non è sempre vero.

 

1) Sono di questi giorni i veti (più o meno mascherati da una generica necessità di non turbare l’ordine pubblico) posti da amministrazioni tedesche ed olandesi ad esponenti del governo turco relativamente al loro desiderio di fare propaganda elettorale in quei paesi a favore del si al referendum indetto da Erdogan sulla riforma della Costituzione turca.

E’ vero che le posizioni di Erdogan (e non solo sul referendum) sono da condannare, così come è vero che Erdogan non garantisce certo nel suo paese la possibilità di fare propaganda politica (a meno che non sia a suo favore).

Sembrerebbe dunque che i veti di cui sopra abbiano buone ragioni.

Ma mettersi sullo stesso piano di Erdogan non significa forse rinunciare a dare piena attuazione al diritto di chiunque di esprimere la propria opinione ?

 

2) L’altro giorno il sindaco di Napoli ha chiesto di non consentire al leader della Lega di fare una manifestazione elettorale alla Fiera di Oltremare.

Tralasciando di entrare nel merito di quello che è successo (Fuorigrotta messa a ferro e fuoco), anche in questo caso non siamo forse di fronte al voler negare il diritto di esprimere la propria opinione (sia pure in una città che lo stesso Salvini ha spesso verbalmente maltrattato) ?

 

Ma c’è l’altra faccia della questione: accettato che ognuna/o abbia diritto di esprimere le proprie opinioni, tale diritto non dovrebbe avere un limite ?

Ovviamente sì, e infatti la legge punisce chi calunnia, insulta, diffonde notizie false e tendenziose, ecc.

Solo che ormai il mondo web ha praticamente “liberalizzato” ogni possibile opinione (basti pensare ai blog e ai relativi commenti), lasciando campo libero anche a chi vuole insultare, raccontare falsità, ecc.

Fermo restando che ogni persona di buon senso dovrebbe evitare di lasciarsi trascinare da chi opera male (e magari provare, nel proprio piccolo, a richiamare sia il diritto di esprimere le proprie opinioni sia quello di non superare i limiti), non resta che consolarsi col fatto che le guerre di parole sono comunque meno tragiche delle guerre con le armi.

NOTIZIE CONTROCORRENTE

Tre notizie non sempre in linea con l’opinione comune:

- sulla Turchia

- sulla Brexit

- sull’uso delle virgole

... segue ...

UNA GIORNATA NON PARTICOLARE (CHE FARE ?)

E’ l’11 marzo 2017, ma potrebbe essere un giorno qualunque di questi tempi: cambierebbero solo i dettagli.

 Africa: milioni di persone muoiono o rischiano di morire di fame

Medio Oriente: decine di morti in attentati ad opera di ISIS/AlQaeda,e tanti altri morti di guerra in Siria, Iraq, Yemen, ecc.

USA: nuove iniziative reazionarie dell’amministrazione Trump

Unione Europea: ancora senza una vera soluzione alla crisi europea

Italia: si scompongono ulteriormente i pezzi del puzzle delle forze politiche classiche

 

Poi c’è la cronaca “spicciola”: arresti per corruzione, per spaccio di droga, per mafia; delitti passionali; incidenti stradali; scioperi; manifestazioni che degenerano in scontri con le forze dell’ordine; l’inconcludenza delle istituzioni; ecc.

 

E c’è il vissuto quotidiano: il non funzionamento della pubblica amministrazione; l’imprevedibile meteorologia; l’intolleranza verso i migranti, i diversi, chi non la pensa come te; il traffico; le telefonate all’ora di pranzo dei call-center di ogni tipo; il CUP che ti prenota, se va bene, un esame medico tra sei mesi, ecc.

 

Un elenco parziale, molto limitato, incompleto (e forse neppure corretto rispetto alla realtà complessiva): ma è solo per dare un’idea.

 

Un quadro di fronte al quale sembra difficile, se non impossibile, definire una linea d’azione.

Ed essendo ormai questo giorno arrivato alla sera vengono in mente due possibili citazioni:

 

a) il poeta berbero Si Mohand ou-Mhand, nella seconda metà dell’800 diceva:

Non riesco a tener dietro a questo mondo

ed è subito sera

per quanto corra non riesco a raggiungerlo

b) e Salvatore Quasimodo, qualche decennio dopo:

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di Sole:

ed è subito sera

 

Allora: che fare?

Più che del titolo del romanzo del 1863 di Nikolaj Gavrilovič Černyševskij, al quale forse si ispirò Lenin nella sua famosa opera del 1902, si tratta di una domanda esistenziale.

 

Domanda essenzialmente stupida: è successo qualcosa di così clamoroso da mettere in discussione quello che stai facendo, i tuoi comportamenti, i tuoi programmi ?

Se , come detto all’inizio, oggi è un giorno come tanti altri, ovviamente la risposta è no.

 

Ma forse la domanda non è stupida.

Non è cambiato molto rispetto ai giorni passati, e forse non cambierà molto neppure in quelli futuri.

Solo che, nonostante la piccola passeggiata in questa giornata resa ancor più cristallina (e fredda) dal forte vento, nonostante il riuscito tentativo della pasta fresca con l’uovo di oca, nonostante il sottofondo musicale di un’opera di Mozart, nonostante il piacevole (e riprovevole) acconsentimento alle sigarette e al whisky, nonostante il soddisfatto (e un po’ falso in quanto rimando) compiacimento per i programmi di attività per domani, nonostante tutto questo (ed altro), resta un’inquietudine di fondo.

Si poteva (doveva) far qualcosa di più, di meglio ?

 

Non essendo nessuno perfetto, anche in questo caso la risposta è sì.

Ma allora, domani, cosa fare di più, di meglio ?

 

Ammesso però che sia possibile fare di più, di meglio.

E’ possibile ?

Teoricamente sì.

Ma, in pratica ?

 

Certo, qualche piccola azione è sempre possibile, ma le piccole azioni, se mettono a posto (forse) la propria coscienza, non sono risolutive.

 

In realtà niente di quello che posso fare è al momento risolutivo (non per me, ma per il mondo).

Però ci potrei provare.

Ho avuto in regalo la possibilità di vivere, studiare, lavorare, agire in un contesto favorevole (rispetto alla stragrande maggioranza delle altre persone): avrei dunque il dovere di far “fruttare” questo regalo.

 

Per stasera ho trovato allora solo questa piccola risposta: il fatto di essermi posto il problema e, soprattutto, di porlo, con questo scritto, all’attenzione di altre/i, è un piccolissimo passo.

Poi, c’è anche qualcos’altro: l’impegno a proseguire su questo appena abbozzato sentiero.

In che modo ?

Continuando a pensarci per individuare qualche atto concreto (magari rivedendo in meglio gli impegni già in atto).

 

Magari la notte porterà nuovo consiglio.

 

L’ARALDICA E LA SINISTRA

Cosa c’entra l’araldica con la sinistra ?

Si direbbe che non c’entra proprio niente … e… invece …

(segue testo)

KIM JONG-UN: il leader della Corea del Nord

Oggi, 9 marzo 2017, sul sito in inglese di Aljazeera è comparso un interessante articolo su Kim Jong-un, il leader della Corea del Nord, firmato da Andrei Lankov, professore di Studi Coreani presso la Kookmin University di Seul.

Forse a qualcuna/o può interessare leggerne la traduzione italiana.

(vedi testo in italiano)

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