Società, Politica ed Economia

In questa sezione del sito sono contenute notizie, commenti, riflessioni, divagazioni, sulla situazione sociale, politica ed economica, sia nazionale che globale.

Tra le linee interpretative di fondo che più si adattano all’attuale situazione, mi sembra giusto evidenziare le seguenti:

  • siamo nella fase di decadenza della cultura occidentale e probabilmente il futuro sarà sempre più nelle mani dei paesi emergenti, quali i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)
  • l’ormai smisurato potere delle multinazionali economico/finanziarie che riesce a piegare ai propri interessi interi stati richiede una ridefinizione delle forme della politica
  • la crisi economica-finanziaria evidenza l’incapacità dell’economia classica (e degli economisti) di garantire uno sviluppo equo e sostenibile: di qui la necessità di un nuovo progetto per un’economia diversa
 
Articoli
 

LEGGE ELETTORALE: CANDIDATE/I E PARTITI

Una delle obiezioni più frequenti alle varie proposte di legge elettorale è che la maggior parte di esse non consentono alle/gli elettrici/ori di scegliere le/i parlamentari.

Di qui le accuse di un Parlamento di nominati dai capi-partito.

 

Ma è davvero così ? O, meglio, forse che prima non era così ?

 

Quando un partito, o un non-partito, un movimento, un’associazione, un gruppo di buontemponi, (d’ora in poi, per brevità, dirò solo “partito”) decide di presentarsi alle elezioni deve ovviamente presentare una lista di candidate/i ?

 

E chi dovrebbe/deve scegliere le/i candidate/i ?

Ovviamente il partito.

Perché, altrettanto ovviamente, deve garantire/garantirsi che le/i candidate/i siano persone che sono in sintonia con le proprie idee, programmi, proposte.

 

Una volta ogni partito presentava una lista, più o meno lunga, di candidate/i, con la possibilità quindi di dare preferenze. Le/gli elettrici/ori potevano quindi scegliere tra più persone per chi votare.

Ma chi sceglieva chi mettere in lista ? Ovviamente il partito, sia pur mediando tra interessi nazionali e locali (ma sempre del partito).

Lo stesso partito poi, sia con la collocazione nell’ordine della lista, sia con le indicazioni date alle/ai proprie/i militanti e simpatizzanti, in pratica decideva chi doveva essere eletta/o e chi no.

 

Poi, sulla scia di Tangentopoli e per evitare (almeno così si riteneva) la corruzione ed il voto di scambio, si è passati al sistema maggioritario e ai collegi uninominali.

E chi sceglie le/i candidate/i ?

Ovviamente il partito.

 

Quindi, in qualunque sistema, sono sempre stati i partiti a scegliere.

 

Anche l’eccezione del Movimento5Stelle, per il quale le/i candidate/i sono scelte/i con una votazione alla quale però partecipano solo le/gli iscritte/i (cioè dal partito), ma con il possibile veto di Grillo, è solo parzialmente un’eccezione.

 

Non prendo molto in considerazione le primarie (che peraltro sono state quasi sempre usate per scegliere un leader e non le/i candidate/i alle elezioni) aperte alla partecipazione non solo delle/gli iscritte/i ma anche alle/i simpatizzanti. Trovo, oltre che pericoloso (in teoria, e non solo in teoria, potrebbero parteciparvi persone di ogni appartenenza politica), piuttosto singolare che le/gli iscritte/i ad un partito possano essere messe/i in minoranza da una maggioranza di votanti esterna al partito.

 

Comunque chi non vuole un parlamento di nominate/i può sempre organizzare un partito e darsi le regole che vuole in materia di candidature.

 

LA “CREATIVITÀ” DELLA MAGISTRATURA ITALIANA

Qualche notizia pescata, un po’ a caso, fra quanto pubblicato negli ultimi mesi e giorni.

 

1

 I funerali di Ilaria Lamanna, la mamma di 35 anni di Chiavazza (Biella), che (mentre stava scaldando il latte per la propria bimba, nata appena dieci giorni prima) è stata colta da un malore improvviso ed è deceduta, sono stati sospesi per ordine della magistratura.

Sembra che la causa della morte sia stata un’embolia polmonare.

Nessuna/o ha sporto denuncia.

E allora perché interviene la magistratura ?

 

 2

 La Magistratura di Teramo ha aperto un'inchiesta sull'incidente avvenuto sul versante teramano del Gran Sasso in cui sono morti due alpinisti.

L’ipotesi più probabile è che la tragedia sia avvenuta per un errore umano e per la casualità dell'improvvisa assenza di aderenza alla parete.

E cosa di grazia vuole appurare l’inchiesta ?

 

3

 Una promessa del nuoto, Mattia Dall'Aglio (24 anni), è morto per un arresto cardiocircolatorio mentre svolgeva un esercizio fisico in una palestra.

Ma la procura di Modena ha pensato bene di aprire un’indagine per omicidio colposo.

Perché ?

Si dice che bisogna verificare se la palestra era a posto con tutte le autorizzazioni.

Si dice che forse bisogna verificare … non si sa bene cosa

Verificate pure, ma perché indagare per omicidio colposo i titolari della palestra ?

 

 4

 Il tribunale di Bari ha condannato la presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dell'Interno a pagare un risarcimento di 30mila euro per danno all'immagine in favore del Comune di Bari per le condizioni "non dignitose" con cui fino al 2016 (anno di chiusura del Centro) sono stati trattati i migranti ospiti del CIE (il Centro di Identificazione ed Espulsione), paragonando le loro condizioni ad Auschwitz, Guantanamo e Alcatraz.

Che le condizioni nei (in alcuni) CIE siano (o siano state) disumane ed inaccettabili è, a detta di molte/i, un realtà.

Ma che tali condizioni siano paragonabili ad Auschwitz mi sembra un’affermazione (se vera) direi quasi vergognosa.

Inoltre mi sembra del tutto “fantasiosa” l’ipotesi che ciò abbia comportato un danno all’immagine di Bari, anche tenendo conto di tutto quello che succede a Bari.

 

 

Riflessione

 

Sarà anche per questa “creatività” della magistratura che non si riesce a ridurre l’enorme arretrato dei processi in corso e che diminuisce la fiducia nella magistratura (e tralascio di analizzare i risultati dei vari gradi di giudizio in processi ancor più rilevanti) ?

 

Come ho già detto altre volte, resta il fatto che le/i magistrate/i sono italiane/i e quindi, anche fra di loro, si ritrovano persone poco affidabili, incompetenti, supponenti e, purtroppo, anche delinquenti.

 

Dura lex, sed lex.

Dura magistratura, sed magistratura.

 

Però ... proviamo almeno a migliorare la situazione.

A THALER IL NOBEL PER L’ECONOMIA (per chi ci crede)

Oggi, 9 ottobre 2017, viene annunciato che il premio Nobel per l'economia è stato assegnato all' economista statunitense Richard H. Thaler dell'università di Chicago per i suoi contributi all'economia comportamentale.

Nella motivazione si legge che Thaler ha evidenziato che una razionalità limitata, le preferenze sociali e la mancanza di autocontrollo influenzano sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato.

Ma c’era bisogno di ponderosi studi per “scoprire” che le decisioni economiche non sono del tutto razionali, che hanno scarsi legami con la realtà ?

… (continua)

PROBABILITÀ, STATISTICHE, FUTURO

Sono sempre stato poco allineato con le probabilità e le statistiche (anche se all’esame di statistica all’Università mi guadagnai un 27, pur non credendo ad una parola di quello che dicevo).

 

Del resto le continue (e in continua modifica) stime sugli indici socioeconomici (PIL, occupazione, produzione, fiducia, ecc., ecc.) non fanno che confermarmi nel mio scetticismo.

Per non parlare poi delle statistiche sui tumori e sulle morti attribuiti all’inquinamento o alla presunta presenza di sostanze tossiche in certi luoghi (tempo fa, analizzando le statistiche sulle leucemie, avevo verificato che la regione a più alta incidenza era il Trentino Alto Adige e quella a minor incidenza la Campania: ovviamente ciò può non significare niente, tenendo conto che i fattori che incidono possono essere i più vari).

 

Per questo sono costernato quando, di fronte ad un terremoto, ad una alluvione, alla caduta di un albero, ad una frana, parte immediatamente un’inchiesta giudiziaria per appurare le responsabilità delle conseguenze sopravvenute.

Ma davvero dovremmo essere in grado di prevedere (anzi: di prevenire) tutto ?

 

Tra l’altro, per inciso, vorrei ricordare che la prevenzione (ottima cosa !) non si può sempre applicare a quanto già esiste.

Cosa facciamo con i milioni di edifici presenti in zona sismica e che non sono (data la loro costruzione antecedente alle normative esistenti) in regola con le normative sismiche ?

Cosa facciamo con gli edifici costruiti in zone a rischio alluvionale ?

Cosa facciamo con Napoli, con i suoi quartieri pieni di edifici non antisismici, non in regola con le normativa sull’impiantistica, non in regola con quasi tutto ?

 

Ma, mi direte, e cosa c’entra tutto questo con le probabilità e le statistiche ?

 

C’entra … eccome se c’entra.

 

Perché (in maniera inaspettata e alquanto strana) le probabilità e le statistiche sono divenute la nuova via per ridurre il caso a certezza.

 

Un aumento, diciamo del 10%, di insorgenza di tumori viene immediatamente attribuito all’esistenza di un impianto industriale che produce inquinamento. E perché allora non provare ad attribuirlo invece (per restare nel campo dell’inquinamento) al traffico veicolare o agli impianti di riscaldamento obsoleti ?

 

Un aumento, diciamo dell’1% del PIL, viene immediatamente attribuito alle politiche del governo. E magari invece ciò deriva dalle dichiarazioni delle aziende che fanno parte del campione ISTAT (o di Confindustria o di altre associazioni) che forse non sono rappresentative del complesso nazionale.

 

Non mi dimenticherò mai la famosa affermazione: se A mangia due polli e B non mangia niente, allora significa che siamo nella situazione in cui mediamente si mangia un pollo.

 

Senza dunque voler demonizzare probabilità e statistiche, poniamoci un problema serio: quali sono le basi delle nostre decisioni ?

 

Non può essere solo il sentire di ognuno: in tal caso finiremmo fatalmente nel “homo homini lupus”.

 

In verità, quasi capovolgendo quanto finora detto, ritengo che la valutazione delle probabilità e le statistiche siano un utile strumento.

Ma riconoscendo che, appunto, sono probabilità, non certezze; sono statistiche, non singole realtà.

 

Come disse nel XV secolo Lorenzo de’ Medici nella sua famosa “Canzona di Bacco”:

di doman non c’è certezza

 

Vero: ma la probabilità di avere un domani come vorremmo dipende da quante/i si impegnano per modificare la realtà, anche se le probabilità di riuscita non sono elevate (poi magari le statistiche daranno loro ragione !).

L'ACQUA DI ROMA

Il 22 luglio 2017 Luca Zingaretti, governatore della regione Lazio, avverte che dal 28 luglio l’ACEA (la società che rifornisce l’acqua a Roma) non potrà più prelevare acqua dal lago di Bracciano.

 

Il 29 luglio l’ACEA annuncia un piano di razionamento della fornitura di acqua a Roma.

 

Dopo accese discussioni il 29 luglio ACEA e regione Lazio concordano invece sulla possibilità di continuare a prelevare acqua dal lago di Bracciano, ma in misura ridotta (400 litri invece di 900 litri al secondo). La regione Lazio comunque dichiara di voler far cessare i prelievi dal 1 settembre.

 

Virginia Raggi (sindaca di Roma, ma anche di Roma capitale e quindi rappresentante anche dei comuni della ex provincia di Roma, come Bracciano) impugna il provvedimento di fronte al Tribunale superiore delle acque pubbliche che, il 13 agosto, stabilisce che il prelievo di 400 litri al secondo non deve cessare il 1 settembre.

 

Secondo alcune notizie di stampa, l’ACEA avrebbe dichiarato di aver cessato i prelievi di acqua dal lago di Bracciano dall’11 agosto.

 

Il 28 agosto l’ACEA annuncia una riduzione generalizzata della pressione dell’acqua durante le ore notturne in quasi tutta Roma a partire dal 4 settembre.

 

Un po’ di pioggia il 2 settembre e il piano di razionamento ACEA svanisce nel nulla (come se qualche cm di pioggia avesse improvvisamente riempito le condutture ACEA).

 

Poi arrivano i preannunciati temporali e il problema dell’acqua diviene quello di alcune strade di Roma che si trasformano in torrenti.

 

E adesso ?

 

Niente. Adesso si tratta solo di decidere su cosa scommettere presso gli allibratori:

- se nei prossimi sette mesi a Roma ci saranno più o meno di dieci emergenze-alluvioni e se in almeno la metà dei casi risulterà che il Comune, l’AMA, ecc. sono stati all’altezza della situazione

- se, per la prossima estate saranno state riparate un po’ di tubature e se saranno state fatte le opere necessarie per aumentate le forniture dagli acquedotti (in particolare il Peschiera)

- se si definirà una volta per tutte un accordo in merito al possibile prelievo dal lago di Bracciano

- se una comunque possibile nuova crisi nell’approvvigionamento idrico la prossima estate sarà ancora gestita (si fa per dire) dalla sindaca Raggi & company o se ci sarà un commissario (aridateci Francesco Paolo Tronca !)

MORIREMO DEMOCRISTIANI ?

Vi ricordate (almeno voi vecchie/i lettrici/ori di quel giornale) il titolo de "Il Manifesto" del 28 giugno 1983 "Non moriremo democristiani" ?
Titolo poi ripreso con modalità ed intenti diversi anche negli anni successivi.
Mi è tornato in mente in questi mesi cercando di capire cosa sta facendo Gentiloni, il nostro Primo Ministro.
Anche perché Gentiloni ha i suoi bei trascorsi di sinistra: collaborava, con Luciana Castellina, Stefano Rodotà ed altre/i, alla rivista "Pace e guerra", la rivista del PdUP (il partito di Lucio Magri e Rossana Rossanda).

Non ho intenzione di ripercorrere la trama dei rapporti fra sinistra (soprattutto comunista) e cattolici. Ma non si può trascurare il fatto che questi rapporti sono sempre stati attivi, anche se non sempre in forma visibile.

Se adesso, aggiornando la vecchia definizione, identifichiamo i democristiani nei cattolici (o presunti tali) che stanno nel PD, in genere provenienti da "la Margherita" di Rutelli, come appunto lo stesso Gentiloni, forse dovremmo concludere che "moriremo democristiani".

Anche perché questi democristiani hanno un notevole asso nella manica: papa Bergoglio.
Non è forse vero che alcune accuse del papa all'attuale società sembrano estratte dal "Manifesto del partito comunista" di Marx-Engels ?
Niente di nuovo per chi ritiene che Cristo sia stato il primo vero comunista.

Ma Gentiloni non è solo un cattolico progressista, che condivide (non esageriamo: si ispira) col papa e con Marx la necessità di stemperare le diseguaglianze e di aiutare chi si trova in difficoltà (oltre che, anche se non lo dice, di colpire certe esagerate ricchezze).
Gentiloni è anche un politico (più di papa Bergoglio), perché sa che le idee, per essere realizzate, necessitano di un supporto democratico (che, quale che sia il giudizio che se ne da, ha il suo perno nel parlamento).
Quindi cerca di barcamenarsi nel caos parlamentare portando a casa tutto quello che può.

Tutto ciò lo sta facendo senza mai esporsi in prima persona. E' vero, è presente in continuazione a congressi, assemblee, riunioni.
Ma, se ci fate caso, interviene sempre con calma, quasi con ritrosità, evitando ogni possibile spunto polemico, e, in genere, recitando le solite ovvietà.
Rivendicando comunque tutto quello che il governo fa, definendolo come la sola e giusta cosa da fare.

Tutto questo mi porta a dire che non mi dispiacerebbe "morire democristiano" con un futuro governo Gentiloni, supportato da un PD, il cui segretario Renzi si impegni a ricostruire l'organizzazione del partito (invece che passare il tempo a scrivere autolibri, a twittare e facebookare) e da una sinistra alla Pisapia che la smetta di crogiolarsi nel NO al referendum costituzionale (Il NO ha vinto grazie alla destra di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, oltre che grazie al Movimento5Stelle).

Se essere con papa Bergoglio e Marx e stare dalla parte di chi sta peggio, se evitare le polemiche su ogni singolo accadimento, se fare i conti con la realtà quotidiana, se accettare i compromessi, se essere di sinistra; se tutto questo si vuole ... magari un Gentiloni, con la sua storia, può essere la persona giusta.

Moriremo democristiani ?

Perché questo sito
Joomla templates by a4joomla