Società, Politica ed Economia

In questa sezione del sito sono contenute notizie, commenti, riflessioni, divagazioni, sulla situazione sociale, politica ed economica, sia nazionale che globale.

Tra le linee interpretative di fondo che più si adattano all’attuale situazione, mi sembra giusto evidenziare le seguenti:

  • siamo nella fase di decadenza della cultura occidentale e probabilmente il futuro sarà sempre più nelle mani dei paesi emergenti, quali i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)
  • l’ormai smisurato potere delle multinazionali economico/finanziarie che riesce a piegare ai propri interessi interi stati richiede una ridefinizione delle forme della politica
  • la crisi economica-finanziaria evidenza l’incapacità dell’economia classica (e degli economisti) di garantire uno sviluppo equo e sostenibile: di qui la necessità di un nuovo progetto per un’economia diversa
 
Articoli
 

IUS SOLI: C’E’ TUTTO IL TEMPO CHE SI VUOLE !

Ma chi ha deciso che non c’è tempo per approvare lo “ius soli” ?

Chi ha deciso che a gennaio il governo cade ?

Chi ?

DOPO I RISULTATI DELLE ELEZIONI REGIONALI IN SICILIA E DI QUELLE MUNICIPALI DI OSTIA, A FRONTE DEI SONDAGGI ELETTORALI, CHE SI FA A SINISTRA ?

Nonostante si tratti di dati che attengono a situazioni molto diverse (elezioni regionali, elezioni municipali, sondaggi) se ne possono derivare, pur se con qualche forzatura, alcune conclusioni generali:

a)         Gli elettori che sono incerti nella scelta o che intendono comunque astenersi raggiungono percentuali significative, fino e oltre il 50%

b)         Il consenso maggiore va alle liste di destra, centro e centrodestra (oltre il 35%)

c)         Il Movimento 5 Stelle è accreditato di percentuali fra il 25 e il 30%

d)        Il centrosinistra e sinistra, che nei sondaggi si collocano intorno al 30%, mostrano forti debolezze in aree specifiche (come Ostia e anche in Sicilia)

 

E allora ? …. (vedi testo)

APPELLO ALLA SINISTRA !

Non siete d’accordo con Renzi sul lavoro, sulle tasse, sulla scuola, ecc. ? Sono d’accordo !

Ma non è forse meno peggio Renzi di Berlusconi, di Salvini, di Meloni, di Di Maio ?

Spero che la pensiate così.

Allora, se non vogliamo che vincano Berlusconi, Salvini, Meloni, Di Maio, c’è un’unica possibilità: quella di una coalizione elettorale fra PD e sinistra, fermo restando che poi si discuterà su quale programma di governo adottare.

E si discuterà sulla base dei consensi ottenuti.

Quindi: alleanza col PD e poi si discuterà.

 


 

WEB: LIMITI ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E CONTROLLI

La presenza massiccia sul web di contenuti inaccettabili, dagli insulti alle false notizie, dal cyberbullismo alla propaganda sediziosa e terroristica, desta indubbiamente preoccupazione.

 

Sui mass-media e nelle sedi istituzionali questo inquietante fenomeno è molto discusso, cercando di tenere insieme la libertà di espressione e la necessità di prevenire la pubblicazione di contenuti inaccettabili.

 

A tale proposito si moltiplicano le proposte che tendono a rendere responsabili i grandi gestori delle reti, come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, ecc., del controllo dei contenuti che vengono immessi in rete.

Queste proposte partono dal presupposto che questi gestori sono in grado, attraverso appositi algoritmi, di selezionare i messaggi che possono (o non devono) essere messi in circolazione.

 Questa strada mi sembra essere molto pericolosa, dal momento che si mette nelle mani dei gestori (che sono società private finalizzate al profitto) la scelta di cosa è o non è diffondibile.

Ricordando poi che, come è ormai ben noto, i gestori utilizzano (per poterle mettere a disposizione delle società interessate alla diffusione di messaggi pubblicitari o politici verso un target identificato come maggiormente interessabile) le informazioni sui dati personali che sono automaticamente associate ad ogni accesso alla rete, ciò permetterebbe ai gestori, direttamente o vendendo tali informazioni, di decidere quali persone sono da ritenersi affidabili o quali persone sono da considerarsi pericolose.

 

Fermo restando che gli algoritmi, come ogni strumento, non sono perfetti, se si ritiene utile, se non necessario, utilizzarli per il controllo di quanto vien pubblicato, tale utilizzo deve essere nelle mani di un’istituzione pubblica e non in quella dei gestori.

 

Ma quello che non capisco è perché i responsabili dei siti, a partire da quelli dei mass-media (che poi magari sono paladini della denuncia di contenuti inaccettabili) consentono (cosa di per sé giusta) di intervenire a commento delle loro news senza però preoccuparsi del contenuto di tali commenti.

Eppure i mezzi per evitare che compaiono commenti offensivi, false notizie, ecc. ci sono.

Dalla ovvia possibilità di consentire la pubblicazione di un commento solo se ritenuto appropriato e non offensivo (con un controllo puntuale o con il ricorso a specifici algoritmi) all’esclusione di commenti provenienti da persone (spesso facilmente identificabili dal loro ID) che già hanno proposto commenti inappropriati o offensivi.

 Allora, cari mass-media, volete assumervi le vostre responsabilità ?

BANCA D’ITALIA, BANCHE, STATO E DERIVATI

Oltre che discutere ed approfondire le tematiche legate alle vicende delle diverse banche italiane entrate in crisi, alle responsabilità di Banca d’Italia e Consob, sarebbe forse il caso di fare un passo avanti.

 

Una sinistra degna di questo nome, più che discutere su questo, e più che scontrarsi sulle possibili responsabilità dei padri di Matteo Renzi ed Elena Boschi oppure sulla riconferma o meno di Visco come direttore della Banca d’Italia, non dovrebbe forse porsi il problema di qual è la posizione da assumere a fronte di problemi ben più rilevanti in materia bancaria ?

 

 

Ne cito due riguardanti la Banca d’Italia.

 

Le 300.000 quote in possesso degli azionisti della Banca d’Italia sono in carico in gran parte ad istituti bancari, con una ulteriore presenza di assicurazioni ed enti previdenziali.

Tanto per chiarire, ecco i primi 5 azionisti:

-                Intesa Sanpaolo S.p.A. ha 50.923 quote

-              UniCredit S.p.A. ne ha 43.038

-              Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. ne ha 18.602

-              Generali Italia S.p.A. ne ha 14.484

-               Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia ne ha 12.093

e quindi quasi la metà delle quote.

Ricordo che ogni quota vale 25.000 € (infatti il capitale complessivo della Banca d’Italia è di 7,5 miliardi).

Domanda semplice semplice: va bene che la Banca d’Italia sia nelle mani delle banche ?

 

Si discute molto sulla opportunità del transito di magistrati alla carriera politica e viceversa.

Per quanto riguarda il mondo bancario, abbiamo letto di dirigenti della Banca d’Italia che lasciano il posto per andare ad assumere posizioni di rilevo in alcune banche (e viceversa).

Domanda semplice semplice: non si dovrebbero vietare questi transiti ?

 

 

 

Ne cito una riguardante lo Stato.

 

Secondo “il Manifesto” dell’11 novembre 2017:

Grazie ai derivati sottoscritti dallo Stato, nel 2016 ci siamo giocati un altro miliardo. Come conferma il Rapporto sul Debito Pubblico 2016 del ministero dell’Economia e delle Finanze, uno swap da 2 miliardi di euro, grazie ad una clausola contenuta nel contratto e favorevole alla banca contraente, è stato da quest’ultima chiuso anticipatamente, con un esborso da parte dello Stato di 1,017 miliardi di euro.

Questa nuova perdita va ad aggravare ulteriormente l’impatto già pesantemente negativo che i derivati hanno avuto sin qui sui conti pubblici: solo nel quinquennio 2011-2015, fra interessi netti pagati alle banche e altri oneri connessi, lo Stato ha perso infatti 23,5 miliardi di euro.

 

Domanda semplice semplice: non si dovrebbe proibire allo Stato, e a tutti gli enti pubblici, di “giocare” con i derivati ?

RIFLESSIONI DI QUESTA DOMENICA (22 ottobre 2017)

Il Movimento5Stelle presenta una mozione contro la Banca d’Italia, che il PD boccia per poi presentarne un’altra, che però non va bene al Governo e che quindi viene modificata ed approvata.

I mass-media la interpretano come un NO del PD alla conferma del Governatore della Banca d’Italia, ma sottolineano come il Parlamento non ha competenza sulla nomina del Governatore.

Diverse/i esponenti del PD criticano la scelta di presentare una mozione.

Renzi dice che è giusto poter criticare la Banca d’Italia, ma dice anche che la Presidente della Camera, Boldrini, non doveva ammetter le mozioni. E la Boldrini risponde che non si può impedire di discutere le mozioni.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Gentiloni, afferma, sulla nomina del Governatore della Banca d’Italia: "Non parlo neanche sotto tortura”

Berlusconi, come al solito, la butta nello scherzo: "Non ho nessuno nome da fare eccetto il mio, che saprei fare tutto".

I mass-media riempiono pagine di giornale (cartacee e on-line) e trasmissioni TV con queste polemiche.

Certo, si tratta di problemi rilevanti, ma a quante migliaia di persone interessa tutto ciò ?

Certo, si tratta di argomenti da campagna elettorale, ma quante persone faranno la loro scelta sulla base di queste discussioni ?

 

 

In Austria e nella Repubblica Ceca si affermano le destre nazionaliste, anti-migranti.

E già in Germania si è verificata una crescita di partiti di questa tendenza.

Per non parlare del blocco dei paesi del Club di Vinograd ( Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria).

Naturalmente la sinistra, le socialdemocrazie, sono preoccupate e chiedono che si rispettino i principi di solidarietà insiti nei principi che stanno alla base dell’Unione Europea.

Però le stesse sinistre europee, che in linea di principio sono favorevoli a definire una politica comune da rispettare, non sono d’accordo su quale deve essere questa politica comune.

Modificare il trattato di Dublino sull’accoglienza delle/i migranti ? Tassare in maniera uniforme le multinazionali della comunicazione via web ? Stabilire regole uniformi sulle tasse (in particolare sulla tassazione dei prodotti finanziari), sull’obbligo di pareggio di bilancio, sulle banche, sui diritti civili,

su tante altre cose ?

Le sinistre europee (e quella italiana) sono a favore o contro le richieste di autonomia di alcune regioni (Catalogna, Scozia, ecc.) ? L’ulteriore frammentazione degli Stati è o no un percorso all’inverso verso una maggiore unione europea ?

 

 

Si sta votando per un assurdo, inutile, e inutilmente costoso, referendum consultivo in Lombardia e nel Veneto, pe chiedere se si vuole una maggiore autonomia regionale.

E’ abbastanza ovvio che si tratta solo di uno spot elettorale, eppure centinaia di migliaia di persone vanno a votare (e probabilmente per votare SI). Quale che sia il risultato (suppongo una valanga di SI) non avrà alcun effetto pratico.

Ma quello che deve far riflettere è che quelle persone che hanno votato sì sono forse (almeno in parte) le stesse che si lamentano di tante cose che non funzionano, a partire dalla insopportabile burocrazia, che sono responsabilità proprio della struttura regionale che invece, col loro voto SI, vogliono rendere più “forte”.

 

 

Non passa quasi giorno che non ha notizia di un TAR che impone ad una scuola di rivedere il giudizio su una/un studentessa/e sulla base di un esposto delle/i genitrici/ori.

Fermo restando che l’abolizione dei TAR sarebbe cosa buona e giusta (ma avete mai letto le sentenze dei TAR ?), ma le/i genitrici/ori, se le/i loro figlie/i vanno male a scuola, invece che prendersela con la scuola, non dovrebbero farsi qualche domanda su come educano le/i loro figlie/i ? A quando un corso di formazione obbligatorio per genitrici/ori ?

 

 

Un turista spagnolo è morto perché un pezzo di capitello nella Chiesa di Santa Croce a Firenze è improvvisamente crollato. Tragedia sfiorata perché un albero è crollato. Neonato morto subito dopo il parto. Tumori al di sopra della media, si ipotizza una relazione con una certa attività produttiva.

Ma davvero si pensa che siamo in grado di prevenire ogni evento ? Ma davvero si pensa che siamo in grado di tenere tutto sotto controllo ? Ma davvero si pensa che quello che non è nella media è un problema (ma se è una media, ci saranno pure delle variazioni, o no ?) ?

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