Uranio impoverito: decessi e malattie

12 giugno 2012

Il 16 maggio 2010 il Senato istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta "sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nano particelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni".

Anche se i lavori della Commissione sono ancora in corso può essere interessante analizzare alcune conclusioni contenute nella "Relazione intermedia sulla situazione dei poligoni di tiro", approvata dalla Commissione nella seduta del 30 maggio 2012.

In tale Relazione si afferma che:

...
In particolare, la presunta individuazione di una causa alla base di denunciate patologie e decessi vede confrontarsi ipotesi diverse, spesso corredate di considerazioni e dimostrazioni solo verosimilmente ma non definitivamente scientificamente solide, e nessuna di queste sembra poter fornire assoluta evidenza di un deterministico rapporto causa-effetto tra fattori di rischio considerati ed effetti sulla salute umana e animale.
Alle teorie "monodeterministiche" sembrerebbe doversi sostituire, in linea con le più accreditate evidenze scientifiche, una visione multifattoriale e multicausale delle patologie denunciate assumendo che le diverse determinanti segnalate possano ciascuna rappresentare fattore di rischio per tumori.
Il ruolo determinante sostenuto di volta in volta per nanoparticelle, uranio impoverito, emissioni alfa da torio, campi elettromagnetici, vaccini non appare definitivamente dimostrabile o, comunque, ciascuna delle diverse ipotesi formulate non sembrerebbe comunque idonea a escludere il ruolo di ognuna delle altre possibilità prospettate.
Accanto ai dubbi sulle cause, inoltre, rimane ancora incerta la definizione della situazione per quanto riguarda gli effetti sulla salute umana e animale.
Riguardo alla sussistenza di una significativa incidenza e prevalenza di malattie tumorali nei residenti nel territorio e ai decessi per tali cause continuano a confrontarsi percezioni opposte di allarme sanitario e di negazione della fondatezza di tale ipotesi.
In carenza di elementi definitivi e certi di caratterizzazione del fenomeno è impossibile mettere in correlazione gli elementi di conoscenza sin qui acquisiti sullo stato dell'ambiente, sulla presenza di fattori di rischio specifici e correlati all'attività del poligono storicamente considerata e sugli effetti sulla salute umana.
...
Conclusioni che sembrano in linea con quanto già affermata dalla precedente Commissione parlamentare di inchiesta "sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonche´ le popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico".

Tale Commissione, istituita con deliberazione del Senato dell'11 ottobre 2006, nella seduta del 12 febbraio 2008, approvò la Relazione conclusiva, nella quale si affermava:

La Commissione prende atto dell'impossibilita' di stabilire, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, un nesso diretto di causa-effetto (nesso di causalita') tra le patologie oggetto dell'inchiesta ed i singoli fattori di rischio individuati nel corso delle indagini, con particolare riferimento agli effetti derivanti dall'uranio impoverito e dalla dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di metalli pesanti.

Essendomi occupato professionalmente per trenta anni di protezione dalla radiazioni ionizzanti, ho una mia precisa opinione, almeno per quanto riguarda l'uranio impoverito: i livelli di esposizione ai quale possono essere stati soggetti i militari che utilizzavano bombe ad uranio impoverito sono trascurabili rispetto all'esposizione alla quale siamo tutte/i sottoposte/i a causa del fondo naturale di radiazioni ionizzanti.

Ma non voglio convincere nessuna/o.

Però si abbia almeno l'onestà intellettuale di riconoscere che NON ci sono dati che permettano di porre in relazione causale l'impiego di bombe all'uranio impoverito e lì'insorgenza di tumori.
Fermo restando naturalmente che se non si producessero bombe sarebbe meglio per tutte/i !

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