Scienza e Tecnica

Sempre più spesso ogni valutazione, ogni affermazione, ogni scelta, viene espressa, supportata, giustificata, con riferimento a presupposti (dati, inter-relazioni, metodologie) considerati “scientifici”.

Il fatto però è che la “scienza”, i dati scientifici, le relazioni fra diverse grandezze e fenomeni, i metodi di indagine e valutazione, sono ben lungi dall’essere “oggettivi”, dati una volta per sempre.

E’ dunque importante discutere, e cercare di capire, su cosa c’è dietro (e cosa ci sarà in futuro) certe affermazioni presentate come risultati “scientifici”.

 
Articoli
 

Turbina a vento alimentata dai TIR

9 settembre 2012

Nella presentazione in Powerpoint “Noi e l’energia: ne sappiamo abbastanza ?”, che ho pubblicato in questa sezione il 3 dicembre 2011, ho cercato di mettere in evidenza come la valutazione dell’efficacia/economicità/ecocompatibilità di una fonte energetica sia tutt’altro che semplice.

Per questo credo che debba essere presa con le molle la notizia (pubblicata, anche se già diffusa su altri siti web, sul numero di settembre della rivista TIR, periodico dell’albo centrale degli autotrasportatori) della realizzazione di una turbina a vento alimentata dallo spostamento d’aria creato dai veicoli (in particolare camion) in movimento.

Infatti le sperimentazioni in corso in Francia riguardano turbine con potenze dell’ordine del kW.

Ma quanti kWh si devono consumare (estrazione dei materiali, lavorazioni, trasporto componenti, montaggio, manutenzione) per far funzionare una turbina ?

Uranio impoverito: decessi e malattie

12 giugno 2012

Il 16 maggio 2010 il Senato istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta "sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nano particelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni".

Anche se i lavori della Commissione sono ancora in corso può essere interessante analizzare alcune conclusioni contenute nella "Relazione intermedia sulla situazione dei poligoni di tiro", approvata dalla Commissione nella seduta del 30 maggio 2012.

In tale Relazione si afferma che:

...
In particolare, la presunta individuazione di una causa alla base di denunciate patologie e decessi vede confrontarsi ipotesi diverse, spesso corredate di considerazioni e dimostrazioni solo verosimilmente ma non definitivamente scientificamente solide, e nessuna di queste sembra poter fornire assoluta evidenza di un deterministico rapporto causa-effetto tra fattori di rischio considerati ed effetti sulla salute umana e animale.
Alle teorie "monodeterministiche" sembrerebbe doversi sostituire, in linea con le più accreditate evidenze scientifiche, una visione multifattoriale e multicausale delle patologie denunciate assumendo che le diverse determinanti segnalate possano ciascuna rappresentare fattore di rischio per tumori.
Il ruolo determinante sostenuto di volta in volta per nanoparticelle, uranio impoverito, emissioni alfa da torio, campi elettromagnetici, vaccini non appare definitivamente dimostrabile o, comunque, ciascuna delle diverse ipotesi formulate non sembrerebbe comunque idonea a escludere il ruolo di ognuna delle altre possibilità prospettate.
Accanto ai dubbi sulle cause, inoltre, rimane ancora incerta la definizione della situazione per quanto riguarda gli effetti sulla salute umana e animale.
Riguardo alla sussistenza di una significativa incidenza e prevalenza di malattie tumorali nei residenti nel territorio e ai decessi per tali cause continuano a confrontarsi percezioni opposte di allarme sanitario e di negazione della fondatezza di tale ipotesi.
In carenza di elementi definitivi e certi di caratterizzazione del fenomeno è impossibile mettere in correlazione gli elementi di conoscenza sin qui acquisiti sullo stato dell'ambiente, sulla presenza di fattori di rischio specifici e correlati all'attività del poligono storicamente considerata e sugli effetti sulla salute umana.
...
Conclusioni che sembrano in linea con quanto già affermata dalla precedente Commissione parlamentare di inchiesta "sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonche´ le popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico".

Tale Commissione, istituita con deliberazione del Senato dell'11 ottobre 2006, nella seduta del 12 febbraio 2008, approvò la Relazione conclusiva, nella quale si affermava:

La Commissione prende atto dell'impossibilita' di stabilire, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, un nesso diretto di causa-effetto (nesso di causalita') tra le patologie oggetto dell'inchiesta ed i singoli fattori di rischio individuati nel corso delle indagini, con particolare riferimento agli effetti derivanti dall'uranio impoverito e dalla dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di metalli pesanti.

Essendomi occupato professionalmente per trenta anni di protezione dalla radiazioni ionizzanti, ho una mia precisa opinione, almeno per quanto riguarda l'uranio impoverito: i livelli di esposizione ai quale possono essere stati soggetti i militari che utilizzavano bombe ad uranio impoverito sono trascurabili rispetto all'esposizione alla quale siamo tutte/i sottoposte/i a causa del fondo naturale di radiazioni ionizzanti.

Ma non voglio convincere nessuna/o.

Però si abbia almeno l'onestà intellettuale di riconoscere che NON ci sono dati che permettano di porre in relazione causale l'impiego di bombe all'uranio impoverito e lì'insorgenza di tumori.
Fermo restando naturalmente che se non si producessero bombe sarebbe meglio per tutte/i !

Riso e fosforo

8 settembre 2012

 

Sul numero 488 (agosto 2012) della rivista Nature è stato pubblicato l’articolo "The protein kinase Pstol1 from traditional rice confers tolerance of phosphorus deficiency”.

Il tutto nasce dalla ben nota constatazione che, essendo il riso un componente essenziale dell’alimentazione in molti paesi (e in particolare in Oriente), la sua produttività è un fattore essenziale. Ed è ben noto che la sua produttività dipende dalla quantità di fosforo che le piante di riso riescono ad assorbire dal terreno.

I ricercatori universitari (Filippine, Giappone e Italia) autori della ricerca hanno individuato un gene (PSTOL1) del riso che è responsabile della capacità della pianta di avere un sistema di radici più esteso e quindi in grado di accrescere la quantità di fosforo estraibile dal terreno.

Ma quello che è interessante sottolineare, al di là della individuazione del gene PSTOL1, è che diverse varietà di riso sviluppate in tempi recenti mostrano un’assenza di tale gene.

Conclusione: le varietà di riso tradizionali sono migliori di alcune varietà moderne (almeno da questo punto di vista: ricordando appunto che la “bontà” di una qualità di riso dipende anche da molti altri fattori).

Prodotti omeopatici

9 aprile 2012

I prodotti omeopatici come gli altri farmaci ? 

A leggere i giornali di questi giorni sembra che finalmente sia stata recepita la Direttiva europea del 2006 in base alla quale i prodotti omeopatici saranno soggetti all'autorizzazione dell'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) e saranno quindi trattati come i farmaci convenzionali.

Falso !

Intanto non esiste alcuna direttiva europea del 2006 ! Il riferimento corretto deve essere al Decreto legislativo n. 219 del 24 aprile 2006 "Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE".
Quindi quello di cui si dovrebbe parlare è l'attuazione di tale Decreto.

E cosa dice questo Decreto ?
Stabilisce che i farmaci omeopatici (definiti come : ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze) sono soggetti a registrazione semplificata, a condizione che:
a) siano destinati ad essere somministrati per via orale od esterna;
b) non rechino specifiche indicazioni terapeutiche sull'etichetta o tra le informazioni di qualunque tipo che si riferiscono al prodotto;
c) abbiano un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza (in ogni caso il medicinale non può contenere più di una parte per diecimila di tintura madre, ne' più di 1/100 della più piccola dose eventualmente utilizzata nell'allopatia per le sostanze attive la cui presenza in un medicinale allopatico comporta l'obbligo di presentare una ricetta medica).

Da notare in particolare l'obbligo di non recare specifiche indicazioni terapeutiche.

Lo stesso decreto stabilisce che, per i farmaci omeopatici presenti sul mercato italiano alla data del 6 giugno 1995, resta fermo quanto previsto dalla normativa vigente alla data di entrata in vigore del decreto.

La novità dunque sta nel fatto che finalmente c'è un accordo, ma non ancora un decreto applicativo (!), che impegna Governo e AIFA a dare attuazione a quanto previsto dal Decreto legislativo n. 219 del 24 aprile 2006, consentendo così la registrazione di migliaia di nuovi farmaci omeopatici prodotti dopo il 1995 e la loro immissione sul mercato, anche internazionale.

Che poi i prodotti omeopatici servano a qualcosa, se non a funzionare come placebo, è tutto da dimostrare. E non credo che sarà possibile dimostrare che una soluzione di acqua e zucchero contenente al massimo una (o forse nessuna, data la diluizione) molecola di un prodotto tossico serva a qualcosa.

Sperimentazione OGM: a chi credere ?

5 settembre 2012

Sul n. 96 (settembre 2012) del “American Journal of Clinical Nutrition” è stato pubblicato l’articolo “β-Carotene in Golden Rice is as good as β-carotene in oil at providing vitamin A to children”, nel quale sono riportati i risultati di uno studio volto a verificare se il riso “Golden Rice”, geneticamente modificato per contenere un maggior quantitativo di β-carotene, consente un apporto significativo di vitamina A per i bambini.

 

La pubblicazione ha suscitato una polemica internazionale molto vasta, dal momento che lo studio è stato effettuato nel 2008, a cura di scienziati della Tufts University – Boston - Massachusetts (USA) in collaborazione con strutture cinesi, su un campione di 68 bambini della provincia dello Hunan (Cina), utilizzando, appunto il riso Golden Rice.

La sperimentazione è consistita nell’alimentare i bambini con 60 grammi/giorno di riso per 21 giorni.

 

La polemica è alimentata dalle seguenti affermazioni (riportate su internet):

- il primo firmatario dell’articolo (Guangweng Tang – Tufts University) afferma che la sperimentazione è stata effettuata in completo accordo con le autorità cinesi e che le famiglie dei bambini erano state informate

- il secondo firmatario dell’articolo (Yuming Hu - Hunan – Cina)   afferma che non è stato somministrato Golden Rice   e che comunque nessuno gli ha chiesto di firmare l’articolo

- il terzo firmatario dell’articolo (Shi-an Yin – Pechino – Cina) afferma che non è stato utilizzato cibo geneticamente modificato

- un genitore di una bambina coinvolta nel programma ha dichiarato che, durante la sperimentazione, la piccola ha avuto febbre per tre giorni

- un altro genitore ha constatato che la figlia coinvolta nel programma è più piccola delle sue coetanee

- in Cina è proibito coltivare e vendere riso geneticamente modificato

- diverse autorità cinesi, locali e governative, affermano cose diverse in merito alla effettiva avvenuta realizzazione della sperimentazione e ai suoi contenuti

 

Senza voler aprire una discussione sugli organismi geneticamente modificati, vorrei solo richiamare l’attenzione sul fatto che:

- spesso i problemi hanno molte sfaccettature e non è facile arrivare ad una sintesi che permetta di decidere

- le ricerche scientifiche dovrebbero essere la base da cui partire: però bisognerebbe evitare (per quanto possibile) che siano pubblicati articoli scientifici non ben fondati (o addirittura sconfessati dagli autori)

- le autorità responsabili dovrebbero assumersi le responsabilità delle loro decisioni (anche se devono riconoscere di aver fatto degli errori)

- le università, i centri di ricerca, non hanno il monopolio della verità; ma non lo hanno neanche le associazioni ambientaliste, quelle dei consumatori e i singoli esperti (più o meno tali)

- non è che una notizia pubblicata su internet è sempre una notizia: può esser una bufala !

Noi e l'energia

3 dicembre 2011

Noi e l'energia: ne sappiamo abbastanza ?

Siamo sicure/i di avere tutte le informazioni necessarie ?

Ma forse non avremo mai certezze assolute

(vedi testo)

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