Sostituire il SISTRI con un sistema europeo

SOSTITUIRE IL SISTRI CON UN SISTEMA EUROPEO

 

sergio benassai

 

Partiamo da una prima considerazione.

La direttiva 2008/98/CE, all’articolo 17 stabilisce per gli Stati membri l’obbligo di garantire la tracciabilità dalla produzione alla destinazione finale e il controllo dei rifiuti pericolosi.

La stessa direttiva, con l’articolo 40, richiede che gli Stati membri mettano in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 12 dicembre 2010.

Ed è al fine di ottemperare a tale obbligo che il 13 gennaio 2010 fu pubblicato il decreto del 17 dicembre 2009, con il quale venne ufficialmente varato il SISTRI (il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti).

 

Non è il caso qui di ripercorrere la storia del SISTRI[1], ma si deve comunque notare che, con il SISTRI, si è andati ben al di là del dettato della direttiva, estendendo il sistema anche ai rifiuti non pericolosi e, nel caso della Campania, anche ai rifiuti urbani.

 

E non è neppure il caso di analizzare le tante incongruenze e disfunzioni del SISTRI, le difficoltà pratiche incontrate nella sua attuazione, i ripetuti rinvii, le diverse modifiche, ecc.

Quello che invece mi preme sottolineare è che un sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi è in funzione in altri paesi europei (cito, ad esempio, Germania e Regno Unito) e che tali sistemi sono in genere caratterizzati da modalità operative molto più semplici e costi molto più ridotti.

Perché allora, invece di imbarcarsi in un (inutile e costoso) tentativo di far funzionare il SISTRI, non si prendono in considerazione le esperienze di altri paesi ?

Ma vorrei andare ancora oltre.

Il trasporto internazionale dei rifiuti è ormai una realtà ben consolidata.

Perché non proporre allora lo sviluppo di un sistema armonizzato a livello europeo di tracciabilità dei rifiuti pericolosi ?

Oppure le tante aziende e persone che operano (e giustamente guadagnano) nella progettazione, sviluppo, commercializzazione, manutenzione dei software per la gestione dei rifiuti hanno valide ragioni per opporsi ?

Credo sarebbe utile discuterne.

Ma, a scanso di equivoci, la priorità adesso è comunque la cancellazione del SISTRI.



[1] chi fosse interessata/o a ripercorrere la storia del SISTRI può leggersi: http://www.slideshare.net/tramerper/storia-del-sistri

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