Cultura

Solo la “nostra” cultura (quella occidentale) o anche le altre (di alcune delle quali sappiamo poco o nulla) ?

E poi … cos’è la cultura ?
Arte, filosofia, letteratura, ecc., o anche formazione, studio, strumenti, metodo, ecc.

Forse vale la pena di discuterne.

 
Articoli
 

Piccole storie di donne albergatrici

8 settembre 2012

Non è forse vero che si dice spesso che il settore culturale-turistico-alberghiero dovrebbe essere una delle risorse fondamentali del nostro paese ?

E non è forse vero che il contributo delle donne, in ogni settore, è spesso stato trascurato, addirittura ignorato ?

Per questo ho pensato di dedicare qualche pagina ad alcune donne che, proprio nel settore alberghiero, si sono date da fare e delle quali, per fortuna, abbiamo ancora notizia.

(vedi testo)

Le trasformazioni silenziose

21 agosto 2012

Dal momento che da tempo ritengo che si stia attraversando la fase del declino dell'occidente, a favore (forse) delle civiltà/culture orientali, non posso non consigliare la lettura di un libro che suggerisce di capire, sondare ed utilizzare la cultura cinese.

Si tratta di "Le trasformazioni silenziose" di François Jullien (Raffaello Cortina editore, € 13).

Il libro è centrato sulle profonde differenze che caratterizzano la nostra cultura/filosofia da quella cinese.
Così, mentre la nostra cultura è basata sul soggetto/agente/che ha scopi, quella cinese è basata sull'influenzare/assecondare/come la natura.
E quindi non all'"Essere" occidentale dedica attenzione il pensiero cinese, bensì alla transizione.
E alla "sostanza" si contrappone il cambiamento (un gioco di polarità fra yin e yang), e al "tempo" il "divenire".
E anche la storia, la politica, la vita, non sono da considerarsi come un susseguirsi di eventi (e sono incisive a tale proposito le considerazioni dell'ultimo capitolo sulla rilevanza dell'"evento" nella comunicazione occidentale), ma come il compiersi di "trasformazioni silenziose", privilegiando quindi l'"induzione" sull'"azione".

Ma non è forse corretto parlare di contrapposizione, almeno dal punto di vista cinese: e l'autore suggerisce che lo studio del pensiero cinese non deve esser visto come contrapposizione tra culture, ma come uno "scarto", la possibilità cioè di porsi appunto da un altro punto di vista, da considerare come "distante", ma non "differente", e quindi utile.

Come "sprecare" un libro

4 settembre 2012

“Il quadro segreto di Caravaggio” viene presentato come “un grande thriller di Francesco Fioretti”.

A questa ingiusta presentazione posso solo trovare una giustificazione: l’intento di raggiungere la grande platea degli appassionati di “thriller” per avvicinarli a letture di più alto livello.

Va anche detto che l’impostazione editoriale non aiuta più di tanto: le riproduzioni dei quadri del Caravaggio che introducono ogni capitolo non sono certo un fulgido esempio.

Eppure il testo è una splendida ricostruzione dell’uomo/pittore Caravaggio. Aiutata anche dal duplice piano della narrazione: un normale raccontare e una specie di diario personale dello stesso Caravaggio.

La “ricostruzione” delle sue tecniche pittoriche (come l’uso dello specchio), il suo ritrarre il sacro prendendo a modello la cruda realtà del popolo, la materialità dei suoi desideri, così come emergenti da questo libro, sono insieme un invito all’avvicinarsi alla sua pittura e una chiave di lettura dei suoi quadri.

Filosofi greci

4 0ttobre 2010

Una breve sintesi (in endecasillabi) del pensiero dei più famosi filosofi greci (vedi testo)

Cecilia Bartoli e ...

28 agosto 2012

Non c’è certamente bisogno dei miei commenti per Cecilia Bartoli e le sue strepitose performance (accompagnate dal “Giardino Armonico”) in “Sacrificium”, ecc.

Proprio adesso ho visto, e soprattutto ascoltato, su “Classica” di Sky … una registrazione del 2008 del “Viva Vivaldi”.

E … mi chiedo … quante/i hanno sia l’opportunità, sia la voglia, di dedicare un po’ del proprio tempo alla visione, all’ascolto, non dico necessariamente di musica classica, ma di musica che fa dimenticare per un poco i nostri problemi, i nostri affanni, i nostri dolori.

Una musica non mediata, non inframmezzata da commenti, battute, giochi … solo musica !

Forse si è perso un po’ il gusto di un ascolto sereno, tranquillo …

Ma non è solo un problema di musica.

Travolte/i dalle preoccupazioni, abituate/i ad un sottofondo (appunto, un sottofondo, non un ascolto) televisivo che sembra ineliminabile dalle case, rincorse/i dallo squillo dei cellulari, angosciate/i da problemi molto seri (il lavoro, il mutuo della casa, i soldi, il futuro delle/dei figlie/i, la gestione delle/gli anziane/i), non riusciamo forse più a trovare un tempo, uno spazio, per lasciarci andare a qualche momento di serena felicità.

E allora … forse vale la pena di provarci (a ritagliarci un frammento di tempo, di spazio, per questo).  

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